Un’anziana signora mi chiese di sposarla come suo ultimo desiderio; dopo la sua morte, il suo avvocato mi consegnò la borsa che aveva con sé in ospedale e disse: “Ti ha scelto per un motivo”.

La vecchia sorrise come fanno le persone quando dicono “no” senza pronunciarlo davvero.

“Un giorno, forse.”

Lasciai correre. Ognuno ha diritto al proprio angolo privato di mondo.

A volte la sorprendevo a sfiorare con le dita i bordi di una piccola fotografia che teneva infilata nella parte superiore della borsa; lei la richiudeva in fretta non appena si accorgeva che la stavo osservando.

Non ci diedi troppo peso.

***

Sarah, un’altra assistente diventata la mia migliore amica nella casa di riposo, una volta mi prese in giro in sala pausa riguardo al nostro rapporto.

“Sai che Gloria ti ha praticamente adottato, vero?” disse Sarah. “È curioso. È stata trasferita qui poco prima che ti assumessero. Quasi come se ti stesse aspettando.”

“È solo sola.”

“Daniel, il suo viso si illumina quando entri nella stanza. Quella donna pensa che il sole sorga proprio dalla tua tasca!”

Non sapevo cosa rispondere. Non ero abituato a essere il preferito di qualcuno.

Mi prese in giro riguardo al nostro rapporto.

***

Poi, qualche settimana dopo, durante un controllo di routine, notai che le mani di Gloria tremavano più del solito. Non aveva un bell’aspetto e il suo respiro emetteva un sibilo che riconobbi subito.

Si accorse che la stavo osservando e, invece di distogliere lo sguardo, strinse la vecchia borsa al petto.

***

Tre settimane dopo quella mattina, arrivò l’ambulanza per Gloria. Andai con lei — con la sua borsa accanto a me — perché non c’era nessun altro da chiamare.

Non stava bene.

***

Un pomeriggio, mentre si trovava in ospedale, mi fece cenno di sedermi sul materasso accanto a lei. Sembrava più piccola sotto la coperta sottile, ma i suoi occhi erano vigili come sempre.

“Siediti, Daniel. Devo chiederti una cosa.”

Mi sedetti. La sua mano cercò la mia: calda e salda, nonostante tutto. “Ho un ultimo desiderio”, disse a bassa voce, guardandomi negli occhi. “So che sembra strano, ma non mi resta molto tempo. Ho trascorso tanti anni da sola e non voglio lasciare questo mondo sapendo di non aver mai avuto nessuno da chiamare marito. Vuoi sposarmi?”

“C’è una cosa che devo chiederti.”

La fissai; lei accennò un sorriso triste.

Il cardiofrequenzimetro continuava a emettere i suoi bip. Fu l’unico suono tra noi per quello che sembrò un minuto intero.

“Gloria…”

“Non rispondermi adesso”, disse l’anziana donna. “Torna a casa. Riflettici su stanotte. Ma ti prego, non dire di no solo perché ti preoccupa cosa potrebbero pensare gli altri.”

Era proprio quello il problema. Certo, era esattamente ciò che mi preoccupava.

“Non rispondermi adesso.”

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